Marketing Management con il progetto “Matercom” a Bimbinfiera 2012

Locandina-Bimbinfiera2012Matercom®, è  il progetto di monitoraggio dei consumi e dei comportamenti delle neomamme, di Marketing Management. Verrà presentato a Bimbinfiera 2012 , il grande Salone dedicato all’infanzia, che si terrà a Roma dal 31 Marzo al 1 Aprile.

La presentazione di Matercom® a Bimbinfiera 2012, ha una duplice valenza. Illustrare i dati di ricerca sull’universo delle Neomamme e la raccolta di adesioni di mamme interessate a far parte del Panel.

In Italia si stimano 1.900.000 famiglie o in attesa di un bambino o con figli di età inferiore ai 36 mesi, con un’alta propensione all’acquisto di prodotti e servizi molto specifici e dedicati alle prime fasi della Vita.

Con Matercom®, il sistema di ricerca sviluppato da Marketing Management,  è possibile misurare il mercato dei principali beni per l’infanzia in Italia e analizzare il comportamento di acquisto delle neo mamme, verificandone  le trasformazioni nel tempo.

Il Panel Matercom®, si avvale di un campione di 1.000 mamme intervistate ogni quindici giorni per il 70 % via web (CAWI) e per il 30 % via telefono (CATI) permettendo di monitorare l’andamento dei consumi, le quote di mercato e la fedeltà alle marche.

La grande elasticità di Matercom®, consente di attivare in qualsiasi momento specifiche sezioni per rispondere alle esigenze cognitive di ciascuna marca o azienda committente.

Grazie a una metodologia innovativa e all’approccio mnemonico ed integrato della rilevazione del “sentiment”, delle motivazioni e dei comportamenti delle mamme, Matercom®, di Marketing Management, è oggi lo strumento più completo e performante dedicato alle imprese che hanno nel loro business servizi e prodotti per la prima infanzia.

A Bimbinfiera 2012, Marketing Management, con il progetto Matercom®, sarà presente allo stand 89, dal 31 marzo al 1 Aprile, con la dr.ssa Alessandra Coco, responsabile del progetto Matercom®  per fornire informazioni dettagliate sul progetto e per la raccolta di adesioni al progetto delle neomamme interessate ad entrare nel Panel.

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L’approccio al web delle microimprese in Italia

Epson ha commissionato uno studio, a livello europeo, sulle microimprese e sulle loro strategie per uscire dalla crisi. Gli intervistati in Italia sono stati 250 titolari di imprese da 1 a 10 dipendenti.

La situazione dell’approccio al web disegna un quadro con luci e ombre: se il 60% dichiara di non sapere da dove iniziare nel marketing online, il 60% ha paura di restare indietro se non comincia ad aumentare la presenza sul web dell’azienda. Se il 72% pensa che la recente esplosione degli strumenti di marketing abbia reso possibile trovarsi sullo stesso piano rispetto a grandi competitors, il 54% ritiene che la propria azienda non abbia le risorse economiche, il tempo o le conoscenze per costruire una più solida presenza online. (Coleman Parkes Research -ricerca Epson micro-business ottobre 2011) Continua a leggere

Gli errori della comunicazione online di Fastweb

Su Cento per cento Mamma ho raccontato la mia esperienza da cliente con il servizio clienti Fastweb e in particolare con il sito My Fast Page, progettato appositamente con l’intento di nascondere le funzionalità che permettono di eliminare abbonamenti sottoscritti.

Ho evidenziato quelli che a mio avviso sono gli errori più grossolani commessi dalla società di telefonia.

Da questo racconto ognuno può trarre un beneficio per la propria presenza online. Non sono necessari investimenti milionari, è sufficiente dimostrare un’attenzione alle esigenze del cliente che riflette l’orientamento al cliente. è importante far sentire il cliente al centro, coccolato e guidato per mano a compiere le azioni che intende portare a termine. La trasparenza paga e potrà solo portare buoni frutti.

Non seguiamo il cattivo esempio delle compagnie di telefonia mobile che pur di venderci un servizio ci ingannano con telefonate oscure e giri di parole. Non livelliamoci verso il basso cercando l’escamotage.

Diamo il meglio di noi stessi agli altri e ricordiamoci di questi errori da evitare anche nella pianificazione della struttura del sito!

Un buon sito web è…

Un buon sito web è, oltre che un biglietto da visita necessario, un modo per farsi trovare dai propri clienti e potenziali clienti. E allora ecco che diventa necessario affidarsi a dei professionisti del web, che “costruiscano” per noi un sito efficiente, gradevole e professionale.

Ma quali sono le caratteristiche di base che bisogna tenere presenti nell’impianto di un sito?

Prendendo spunto dalle riflessioni di Alessandra Farabegoli, un buon sito web deve essere:

  1. Aggiornato: le informazioni contenute devono essere recenti, è necessario pubblicare con frequenza notizie e articoli;
  2. Collegato: i link esterni, che puntano a siti autorevoli e quotati del settore in cui si opera, sono fondamentali; da evitare, invece lo scambio di link, che non porta contatti a nessuno; 
  3. Diffondibile: di fondamentale importanza la presenza dei pulsanti di share su Facebook, Twitter, Pinterest, Google + e chi più ne ha più ne metta; la condivisione sul web è il mezzo attraverso cui i contenuti di qualità – e chi li ha prodotti – possono avere successo.

Poche regole di base, da tenere presenti nella struttura e nella gestione di un sito web. Poche regole, ma da rispettare!

Il potere dell’email – ovvero cosa non fare quando si manda una e-mail

Senza pensarci troppo scriviamo un messaggio e clicchiamo su “invia”. E una volta mandata la mail, ci rendiamo conto che abbiamo scritto cose che sarebbe stato meglio non scrivere o in modo poco chiaro. Quante volte ti è capitato?

Ecco allora alcune regole da ricordarsi quando si manda un’e-mail importante:

  • La fretta è cattiva consigliera: se non si scrive con attenzione o peggio ancora se non si rilegge il testo si rischia di commettere errori di ortografia o di sintassi;
  • Mai mettere i destinatari, se tanti, in bcc: meglio piuttosto mandare una mail ad ognuno. Non è affatto piacevole essere destinatari di una comunicazione con un numero imprecisato di persone.
  • Mai mandare la mail a più destinatari contemporaneamente se non si conoscono tra loro: è una mancanza di rispetto della privacy inviare una comunicazione ad un gruppo eterogeneo di persone. Meglio una mail ad ognuno.
  • Mai rispondere a una mail in modo impulsivo: ogni tanto qualche comunicazione può farci arrabbiare. Chiudiamo la posta e aspettiamo un po’ prima di rispondere. Lasciamo sbollire la rabbia e poi, con calma, facciamoci le nostre ragioni, senza passare dalla parte del torto.
  • Mai mandare una mail commerciale generica e non dedicata: se vogliamo promuovere la nostra attività, studiamo i destinatari delle nostre comunicazioni e prepariamo delle mail dedicate ad ognuno di loro, in cui si faccia riferimento a loro e alla loro attività. Mai esordire con un generico quanto irritante “cara mamma blogger”.

Si tratta di regole dettate dal buonsenso, che però spesso ci dimentichiamo, rendendo controproducente un tentativo di contatto. Giorni fa ho ricevuto una mail che mi ha infastidita perché palesemente preconfezionata. Dopo qualche ora, molte blogger su Facebook lamentavano di aver ricevuto la stessa mail. Questa è la dimostrazione che l’utilizzo della mail è un aspetto delicato e importante nella gestione dei rapporti.

 

Il primo passo per portare un brand online: il piano strategico

La presenza online di un’azienda – grande, media o piccola che sia non ha importanza – deve essere il prodotto finale di un’analisi attenta da parte dell’azienda stessa.

Come ogni azione di marketing, anche la presenza online è il frutto di un piano strategico. Avere chiari gli obiettivi e le strategie che si intendono attuare è fondamentale per la riuscita di qualsiasi attività.

Per avere a disposizione un piano strategico utile e chiarificatore, è bene che in esso siano presenti tre elementi (come suggerisce uno dei padri del marketing, J. Paul Peter in “Marketing”):

  1. La missione aziendale, composta dalla storia aziendale, dalle competenze distintive dell’azienda e dall’ambiente di riferimento. La missione aziendale può fornire un orientamento specifico, un punto di riferimento quando si verifica la necessità di scegliere fra diverse possibili opportunità. è fondamentale che sia realizzabile, motivante e specifica.
  2. Gli obiettivi, che devono essere specifici, quantificabili e coinvolgenti. Non è utile avere dei buoni propositi, come per esempio “avere successo su Facebook”, mentre è fondamentale porsi un obiettivo specifico come “raggiungere almeno 1.500 possibili clienti attraverso Facebook”.
  3. Le strategie aziendali comportano la scelta delle principali direttive che l’azienda dovrà seguire nel perseguire i propri obiettivi. Rispondono alla domanda “Come?”.
  4. Il portafoglio di attività aziendali è l’ultimo anello della catena ed è l’insieme delle attività che l’azienda intende portare avanti per raggiungere gli obiettivi che si è prefissa, attraverso le strategie che intende seguire. Ed eccoci dunque alla scelta delle azioni di marketing da intraprendere.

Quest’analisi è fondamentale nella definizione delle azioni di marketing da intraprendere online. Spesso, infatti, le conclusioni a cui si giunge sono molto distanti dalle azioni che si pensava di intraprendere. Se una pagina Facebook – o peggio un account Facebook – era l’idea iniziale di web marketing, in alcuni casi dopo la redazione del piano strategico si capirà quali sono gli strumenti e i canali da utilizzare sul web per perseguire i propri obiettivi.

Perché un’azienda dovrebbe investire in web marketing?

Benvenuti su questo mio nuovo spazio online! Qui vorrei condividere ciò che conosco e che sto imparando del mondo del web marketing. Se Cento per cento Mamma è il salotto di casa mia, Web marketing Mammma sarà la mia sala riunioni!

Ho deciso di inaugurarla con una riflessione sulla presenza delle PMI sul web.

Perché un’azienda deve essere presente su internet, deve avere una pagina Facebook, un profilo Twitter e un sito?

Innanzitutto bisogna tener presente che il web non è un take away in cui si ordinano i piatti e poi si torna a casa con il proprio sacchettino.

Il web richiede innanzitutto la pianificazione, la definizione di una strategia e di metriche.

La presenza sui social network con una paginetta dedicata all’azienda non servirà a nulla, se non è preceduta da un lavoro approfondito di analisi, di progettazione e di realizzazione di un sito internet completo e rispondente a ciò che il cliente ritiene interessante. Fare conoscenza sul proprio core business deve essere il punto 1 da cui partire.

Sul web viene premiato chi ha qualcosa da dire e da condividere. Vendere un prodotto è il risultato finale di un processo di “avvicinamento” al cliente finale, di conquista del suo interesse e della sua fiducia.

Una presenza ben pianificata può portare ottimi risultati. Una presenza scadente è controproducente in termini di immagine. Piuttosto è meglio non esserci.